1788. «Più ottenne dal Dio del suo cuore, perché più amava»

La semina del mattino
1788. «Più ottenne dal Dio del suo cuore, perché più amava».

La Chiesa celebra oggi la memoria di Santa Scolastica (480-543), sorella gemella di San Benedetto. Cresciuta insieme con suo fratello con gli ideali di vita cristiana, lo seguì nella via della perfezione secondo la sua Regola, imitandolo nella consacrazione verginale al Signore e nell’orientare tutta la sua vita a Lui come prima «benedettina». S. Gregorio Magno in uno dei suoi dialoghi riporta l’ultimo incontro che Scolastica ebbe con suo fratello in un possedimento esterno al Monastero di Montecassino dove si era recata, come faceva una volta l’anno per visitarlo. Si intrattennero in conversazioni spirituali fino a sera e sicuramente, per divina ispirazione, la sorella insisté perché la loro conversazione si protraesse oltre il buio della sera e la condivisione del pasto. È interessante come la reazione di S. Benedetto era legata all’obbedienza ferma la Regola e come invece quella della sorella in un certo senso prefigurasse la conclusione della sua vita e la necessità di stare un po’ di più col fratello. L’insistenza non valse tanto col santo Abate, quanto con Dio che, invocato da una preghiera accorata, permise che un temporale eccezionale con lampi, tuoni ed acqua impedisse a Benedetto ed ai suoi monaci di tornare al monastero, e quindi lo costringesse a trascorrere invece tutta la notte in preghiera e confidenze spirituali con la sorella. Tre giorni dopo, infatti, morì. Scolastica amava ripetere: «Tacete o parlate di Dio, poiché quale cosa in questo mondo è tanto degna da doverne parlare?». Tutto ciò dimostra la potenza della preghiera quando è rivolta a Dio con fede e, soprattutto, quando il suo oggetto corrisponde alla volontà del Signore. P. Angelo Sardone