Sintesi liturgica.
IIIª domenica di Quaresima
La chiamata di Mosè presso il monte di Dio, l’Oreb, si attua in maniera straordinaria: un roveto brucia ma non si consuma. Attratto dal singolare fenomeno egli pensa di avvicinarsi ma viene fermato da Dio che gli si rivela come il «Dio dei Padri» e gli comunica il suo nome. La missione di liberazione del suo popolo si realizzerà attraverso la sua mediazione. Gesù apertamente predica la conversione per evitare che si perisca come le persone morte sotto il crollo della torre di Sìloe. Il tempestivo intervento del vignaiolo impedisce che il fico improduttivo da tre anni, sia tagliato: zappato e concimato potrà nel futuro produrre frutti. S. Paolo richiama l’esempio storico dei Padri che camminarono sotto la nube nell’Esodo, che furono rifocillati dal medesimo pane spirituale e dalla stessa acqua, che è Cristo. Ciò è di esempio ed ammonimento. Bando quindi alla mormorazione per non essere vittime dello sterminatore, badando a stare in piedi e non cadere. P. Angelo Sardone