La semina del mattino
1936. «Vi supplichiamo in nome di Cristo: lasciatevi riconciliare con Dio» (2Cor 5,20). Nella quarta Domenica di Quaresima detta «Laetare» per l’antifona iniziale della Messa che invita a gioire perché protesi alla gioia ed alla festa di Pasqua, torna l’incisivo motivo esortativo del Mercoledì delle ceneri, secondo l’indicazione di S. Paolo ai primi cristiani di Corinto: «lasciatevi riconciliare!». È un grido che l’Apostolo rivolge nella sua lettera a quella comunità cristiana, a causa delle divisioni, delle contese che erano sorte al suo interno. Un medesimo grido giunge nella storia di oggi nella quale a volte si è spettatori e protagonisti di situazioni ed eventi analoghi. La vera riconciliazione viene da Dio che l’ha operata attraverso Gesù Cristo non imputando al mondo ed agli uomini le loro colpe. A questa azione divina deve corrispondere ora la risposta di ogni singolo uomo. Agli Apostoli ed ai loro successori è stato affidato il ministero vero e proprio e la Parola della Riconciliazione, essendo stati abilitati ad operare tra i fratelli in maniera qualificata e con tutti i poteri. Il ruolo del Ministro è dunque non solo di essere fedele annunciatore della Parola, ma anche ambasciatore per Cristo, nel senso che applica e sancisce quella Parola come se Dio esortasse per mezzo suo. Il mistero della riconciliazione frutto dell’amore di Dio, si realizza nel ministero della confessione, dove, intelligente e fedele interprete del pensiero di Cristo e di ciò che la Chiesa insegna e prescrive, il sacerdote applica con i termini della tenerezza materna, dell’accoglienza paterna e della giustizia, la infinita misericordia di Dio verso chiunque si accosta con sincerità e con una debita e buona preparazione. P. Angelo Sardone