IVª domenica del tempo ordinario

Sintesi liturgica.

IVª domenica del tempo ordinario.

Un tenore fortemente autobiografico caratterizza il racconto della vocazione di Isaia. La localizzazione nel Tempio di Gerusalemme ed il contorno ha i toni di una liturgia: Jahwè è adorato e onorato dai Serafini nella maestà del suo trono. La paura della propria impurità di labbra e di vita del futuro profeta è scacciata da un intervento angelico e dalla voce stessa del Signore alla quale egli risponde con prontezza la sua disponibilità. Alla vocazione del grande profeta fa seguito la vocazione dei primi Apostoli. Il contesto è quello del lago di Gennesaret, le reti dei pescatori, la barca di Simone sulla quale Gesù sale scostandosi dalla riva per poter di là insegnare alla gente. Solamente dopo e ad un Suo comando la barca prende il largo e la pesca è straordinaria. Gesù azzittisce l’indegnità ed il timore di Simon Pietro e dei suoi compagni di pesca e lo chiama ad essere da allora in poi pescatore di uomini. I pescatori lasciano tutto e lo seguono. L’Apostolo Paolo chiamato ed afferrato da Cristo, trasmette il mistero che ha ricevuto: secondo le Scritture Gesù Cristo è morto per i nostri peccati, fu sepolto, il terzo giorno è risorto ed è apparso ripetutamente finanche a Lui che come persecutore si considera come un aborto. Il vangelo predicato oggi e sempre è vero e degno di fede. P. Angelo Sardone